La privacy nella veterinaria: cos’è e come funziona

Quando si acquista un cane o un gatto, la prima cosa da sapere è che bisogna obbligatoriamente registrare l’animale presso l’ASL Anagrafe Canina o Felina, l’organo nazionale sanitario che funge da banca dati per queste due categorie di animali domestici. L’iscrizione di furetti e conigli è invece facoltativa.
La registrazione avviene tramite l’inserimento di un microchip sottocutaneo, che viene applicato sul lato sinistro del collo dell’animale e letto tramite un apposito lettore che funziona con il sistema RFid (Identificazione a Radiofrequenza).
La RFid è la tecnologia utilizzata dai veterinari e permette di memorizzare automaticamente dati e codici che possono essere letti solo da appositi macchinari; tuttavia, da alcuni anni, negli altri settori la tecnologia più diffusa è la NFC (Comunicazione di Prossimità), caratterizzata dal funzionamento di una connettività wireless e dalla capacità di essere letta tramite un semplice smartphone,
Il microchip deve contenere, oltre ad un codice magnetico identificativo di 15 cifre, i dati dell’animale (razza, sesso, colore) ed i dati del proprietario, che deve essere maggiorenne (nome, cognome, indirizzo e codice fiscale).
Per quanto riguarda la privacy dei dati inseriti, essi non possono essere consultati da tutti: tramite l’inserimento del codice a 15 cifre sul link apposito del Ministero (http://www.salute.gov.it/anagcaninapublic_new/home.jsp) si può solamente risalire all’anagrafe di provenienza del cane o del gatto e trovare numeri utili o sportelli a cui rivolgersi per rintracciarne il proprietario.
Parlando, invece, degli animali da allevamento, esistono 7 anagrafi diverse che formano la Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica (BDN), in cui sono registrati i dati relativi al proprietario dell’allevamento e le informazioni riguardanti tutti i capi del bestiame.
Per la consultazione di questi dati, chiunque ne abbia interesse può accedere ad informazioni inerenti ai singoli allevamenti e aziende, richiedendo al Ministero della Salute, previo esame delle singole richieste, il rilascio delle credenziali personali per l’accesso alla BDN.

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