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La privacy nella veterinaria: cos’è e come funziona

Quando si acquista un cane o un gatto, la prima cosa da sapere è che bisogna obbligatoriamente registrare l’animale presso l’ASL Anagrafe Canina o Felina, l’organo nazionale sanitario che funge da banca dati per queste due categorie di animali domestici. L’iscrizione di furetti e conigli è invece facoltativa.
La registrazione avviene tramite l’inserimento di un microchip sottocutaneo, che viene applicato sul lato sinistro del collo dell’animale e letto tramite un apposito lettore che funziona con il sistema RFid (Identificazione a Radiofrequenza).
La RFid è la tecnologia utilizzata dai veterinari e permette di memorizzare automaticamente dati e codici che possono essere letti solo da appositi macchinari; tuttavia, da alcuni anni, negli altri settori la tecnologia più diffusa è la NFC (Comunicazione di Prossimità), caratterizzata dal funzionamento di una connettività wireless e dalla capacità di essere letta tramite un semplice smartphone,
Il microchip deve contenere, oltre ad un codice magnetico identificativo di 15 cifre, i dati dell’animale (razza, sesso, colore) ed i dati del proprietario, che deve essere maggiorenne (nome, cognome, indirizzo e codice fiscale).
Per quanto riguarda la privacy dei dati inseriti, essi non possono essere consultati da tutti: tramite l’inserimento del codice a 15 cifre sul link apposito del Ministero (http://www.salute.gov.it/anagcaninapublic_new/home.jsp) si può solamente risalire all’anagrafe di provenienza del cane o del gatto e trovare numeri utili o sportelli a cui rivolgersi per rintracciarne il proprietario.
Parlando, invece, degli animali da allevamento, esistono 7 anagrafi diverse che formano la Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica (BDN), in cui sono registrati i dati relativi al proprietario dell’allevamento e le informazioni riguardanti tutti i capi del bestiame.
Per la consultazione di questi dati, chiunque ne abbia interesse può accedere ad informazioni inerenti ai singoli allevamenti e aziende, richiedendo al Ministero della Salute, previo esame delle singole richieste, il rilascio delle credenziali personali per l’accesso alla BDN.

8 marzo: la giornata internazionale della donna

8 marzo 2018: storia e traguardi

La giornata internazionale della donna è stata fissata nel 1917 come momento per celebrare le conquiste politche, sociali ed economiche della donna.  Allo stesso tempo vuole mantenere viva l’attenzione alla lotta contro le discriminazioni e le violenze che, ancora oggi, in tante subiscono in tutto il mondo. Grazie a questa ricorrenza annuale le occasioni di discussione e confronto sul tema delle aggressioni sono aumentate e sono stati fatti numerosi passi avanti.

Sono ancora molte le zone del mondo in cui il sesso femminile non ha però gli stessi diritti a cui in Europa siamo abituati, dove la situazione è migliore ma non ancora totalmente paritaria.

Ad esempio, grazie al movimento Women2Drive che ha combattuto per la libertà e la possibilità di mettersi alla guida è stato discusso il divieto di mettersi al volante per il sesso femminile in alcuni paesi del Medio Oriente.
Nel sud est asiatico esiste inoltre ancora una forte discriminazione prenatale, a causa della quale vengono effettuati aborti illegali in caso di previsione di sesso femminile della nascitura.
Anche in SudAmerica, d’altra, parte donne e ragazze incontrano numerosi ostacoli per avere accesso ai servizi e alle cure di base, alle quali avrebbero diritto.
In SudAfrica,poi, è possibile sposare una bambina all’età di 12 anni.
Infine nemmeno in Occidente si può dire che si abbia raggiunto una parità totale dei sessi: nei 28 paesi appartenenti all’UE si stima che le donne guadagnano in media il 16,1 % in meno degli uomini, nonostante il principio di parità di retribuzione.

Potrebbe sembrare una situazione difficile ma per fortuna sono tanti i diritti conquistati: il diritto di voto o la legge contro lo stalking per citarne alcuni. La lotta alla parità dei sessi è infatti in continua evoluzione e miglioramento ed è importante essere tutti coinvolti in questo obiettivo nella vita di tutti i giorni. Per aiutarsi l’un l’altro (e l’un l’altra) sulla strada che porterà alle pari opportunità.

Il team di Amyko nella sua quotidianità si impegna a portare avanti questi valori: è infatti composto in parità da uomini e donne, è multiculturale e dinamico. Allo stesso tempo i suoi prodotti vengono pensati al fine di preservare la salute e la sicurezza del singolo, indipendentemente dal sesso, questo perchè crediamo che il diritto alla sicurezza sia fondamentale per lo sviluppo culturale e sociale dell’individuo. Ci impegnamo quindi a tradurre i valori in azioni.
Buona giornata internazionale della donna a tutti!

Giornata Mondiale delle Malattie Rare 2018

“Show your rare, show your care” Cos’è la giornata mondiale delle malattie rare e cosa puoi fare per aiutare?

Oggi, 28 febbraio 2018 è la giornata mondiale delle malattie rare (Rare Disease Day).

Istituita nel 2007 con lo scopo di aumentare la sensibilità della popolazione mondiale nei riguardi di chi soffre di patologie rare, ha avuto molti risultati in questi undici anni. Fino a pochi anni fa infatti non esistevano né ricerche scientifiche né attività politiche finalizzate all’indagine nell’ambito delle malattie rare.

Oggi la campagna richiede all’opinione pubblica e ai cittadini di mobilitarsi accanto alla comunità. Lo slogan è infatti “Show your rare, show your care”.  Sono stati organizzati moltissimi eventi di sensibilizzazione in tutta Italia che possono essere consultati sul sito della Federazione (www.uniamo.org), a livello mondiale invece la giornata si celebra in oltre 94 paesi (www.rarediseaseday.org).

Ma cos’è una malattia rara? Una malattia si definisce rara quando colpisce non più di 5 persone ogni 10.000.  All’interno di queste patologie rientrano anche quelle definite ultra-rare o rarissime perché colpiscono meno di 1 persona ogni milione. L’80% circa di esse sono di origine genetica, provenienti quindi da alterazioni del DNA che si trasmettono per via ereditaria. Esempi di esse sono: fibrosi cistica, immunodeficienze primitive, amiotrofia spinale infantile, talassemia.

L’obiettivo di UNIAMO è quello di migliorare la qualità della vita di chi ne è colpito e di chi gli sta accanto attraverso la ricerca, la promozione e la tutela dei diritti vitali. Dunque come partecipare attivamente?

Anche Amyko con le sue numerosi funzioni l’app gratuita per Android, iOS e nella versione desktop può essere utile a chi soffre di malatte rare poiché permette di registrare e monitorare i propri dati per averli sempre con se. Ciò significa poter fornire in ogni occasione informazioni importanti ed esaurienti in caso di bisogno o emergenza. Insieme a questo è presente la funzione “armadietto del farmaco” per poterti aiutare a gestire le medicine e le loro scadenze.