Equinozio d’autunno, perché quest’anno l’estate dura di più

Sì, oggi piove in tutta Italia. Ma no, non è ancora il giorno dell’equinozio d’autunno. Per convenzione riteniamo che sia difatti il 21 settembre ma, per quest’anno, l’estate durerà alcune ore in più. Vediamo perché.

Da piccoli ci hanno insegnato che il 21 di settembre è la data dell’equinozio d’autunno. Siamo talmente abituati a questa convenzione  che alla domanda: “Quando inizia l’autunno?”, rispondiamo in modo quasi pedissequo. Eppure, la nostra risposta, per quest’anno, è sbagliata.

L’equinozio d’autunno è infatti più tardivo di quello primaverile. E quest’anno lo sarà anche di più. Le ragioni di questa anomalia sono spiegate da alcune curiosità sull’equinozio che forse non conoscevate.

La parola equinozio deriva dal latino eaquinotium, letteralmente “notte-uguale” (al giorno). Astronomicamente parlando, quello di autunno si dà tra il 22 e il 23 settembre. Quest’anno cadrà alle 14:21 di domani, 22 settembre, per la precisione. Sarà solo a quell’ora che l’asse di rotazione terrestre si troverà perpendicolare alla direzione dei raggi solari, e che quindi in ogni punto del pianeta la durata del giorno sarà più o meno uguale a quella della notte. Se di uguaglianza si può, nel caso del nostro pianeta, parlare.

La terra non è difatti una perfetta sfera ma un’ellissi, come tutti sappiamo. E per la seconda legge di Keplero sappiamo che si muove tanto più lentamente quanto più è lontana dal Sole. Questo capita a ridosso dei solstizi di estate e di inverno. Dalla seconda legge di Keplero si deduce che la Terra si muove un po’ più rapidamente durante l’inverno, il che spiega il perché del variare astronomico degli equinozi.


 

Ma perché, durante l’autunno, ci sentiamo più giù di morale?

Ancora una volta, possiamo lasciare la spiegazione a ragioni fisiche. Con l’accorciarsi del giorno diminuisce ovviamente la nostra esposizione al sole. Ciò rallenta la produzione di serotonina – il cosiddetto ormone del benessere – incidendo sull’umore, il sonno, l’appetito, l’apprendimento e persino la memoria.

La buona notizia è che ci sono molti cibi che aiutano a reintegrarne naturalmente la produzione. I cibi ricchi di triptofano, come uova e latte o cioccolato fondente e patate, aiutano il nostro corpo in questo compito. Inoltre, delle naturali riserve di seratonina sono il cacao, le noci, i kiwi o i pomodori.

Ma se dopo una golosa mangiata di cioccolato fondente la vostra ansia non si alleviasse, potreste pensare ad Amyko. In caso di bisogno lui sarà sempre al vostro fianco, aiutandovi a alleviare la sensazione di panico in quelle situazioni che altrimenti sarebbero più difficilmente gestibili.



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