Il Fatto Quotidiano: “ecco come funziona il braccialetto salvavita made in Italy”

“All’apparenza è un anonimo braccialetto di plastica, personalizzabile con qualche innesto di colore. Sembra un gadget estivo pronto a diventare di moda, e invece Amyko è molto più utile di quanto si possa pensare. Per rendersene conto, basta rimuovere il coperchio di plastica al centro e ci troveremo di fronte a un numero di telefono, un codice a barre e un codice numerico. Di che si tratta e come si usa? Basta avere uno smartphone con NFC e, semplicemente inquadrando il codice con l’app dedicata, compariranno tutti i dati sanitari del possessore del prezioso braccialetto. E non solo: in caso di necessità (malori o incidenti), sempre attraverso l’applicazione partirà una telefonata al numero precedentemente inserito (di un familiare, di un medico, di una struttura sanitaria).[…]”

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Panorama: “Amyko, il wearable al polso che salva la vita”

Un braccialetto di gomma è tutto ciò che serve per farci aiutare in caso di pericolo. La nostra prova

Apple Watch, Android Wear, Google Glass, e così via. Tutti indossabili (wearable) belli e dal design ricercato ma quando c’è di mezzo un’emergenza sono davvero utili? Mettiamo di aver dimenticato le pillole da prendere periodicamente oppure di non sentirci bene per il caldo afoso degli ultimi giorni, chiedereste aiuto a Siri oppure a Google Now? Molto difficile, meglio affidarsi ad un passante, arrivare ad una vicina farmacia o telefonare a casa. Ma se tutto ciò non fosse, ahimè, possibile si può virare su Amyko, un braccialetto dotato di tecnologia NFC (niente Bluetooth), tanto anonimo quanto funzionale al suo scopo…”

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Ansa: “Un braccialetto salvavita per bambini made in Italy”

“Un ‘telesalvavita’ evoluto che entra nell’era della tecnologia indossabile, trasformandosi in un braccialetto di design e ‘Made in Italy’ sia nella progettazione che nella produzione da mettere al polso del figlio in gita, dell’anziano o dello sportivo e con dentro anche i dati sanitari e le informazioni utili come numeri di telefono e contatti.

L’idea è arrivata a una start up, la Wecare fondata da Filippo Scorza e Riccardo Zanini che si finanzierà attraverso un finanziamento collettivo (crowdfunding). Il braccialetto, che sarà venduto per qualche decina di euro, memorizzerà in modo protetto le informazioni sulla propria condizione personale e sanitaria (anagrafica, fotografia, gruppo sanguigno, allergie, intolleranze, patologie mediche, dieta, condizione di salute, medico curante, contatti di emergenza etc)…”

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