Piccoli Cuori e Amyko: una collaborazione per rivoluzionare gli standard di emergenza

In quanto startup attiva nel ramo dell’e-health, spesso ci è capitato di partecipare a forum e incontri sul futuro dell’innovazione tecnologica in Italia. E’ stato così che, in una mattinata di Aprile 2016, abbiamo conosciuto Stefano Sandolo e Giorgio Denevi, due dei consiglieri dell’Associazione Piccoli Cuori. Da quel primo incontro sono passati alcuni mesi, durante i quali abbiamo avviato un importante cammino assieme. Prima di entrare nei dettagli, vediamo cosa sia e di cosa si occupi l’Associazione Piccoli Cuori.

L’associazione Piccoli Cuori è operativa in Liguria dal 1998 e riunisce i genitori di bambini affetti da cardiopatia congenita, una delle malformazioni più frequenti alla nascita (circa 8 casi ogni 1000 nati). L’associazione si pone come punto di riferimento per quei genitori che convivono con la malattia dei loro bambini. Cerca di offrire loro sostegno e assistenza psicologica, economica, consulenza sanitaria specialistica e ogni altro supporto o informazione indispensabile in tale situazione. Perché – si legge nel loro statuto – “siamo genitori che, dopo aver vissuto l’esperienza di avere un figlio portatore di cardiopatia congenita, vogliono essere di aiuto a coloro che stanno per affrontare questa esperienza”.
Tra gli scopi dell’associazione, quindi, quello di migliorare l’assistenza e la cura dei giovanissimi pazienti.

E’ per questo che, in quella mattina di Aprile, Stefano e Giorgio ci hanno contattati. In Amyko hanno visto uno strumento che potrebbe diventare una risorsa valida per l’assistenza di quei bambini e un aiuto per quei genitori che convivono con lo stato patologico dei propri figli.

Amyko permette l’archiviazione della storia sanitaria dell’indossatore. Offrendo la possibilità di avviare immediatamente, in caso di bisogno, procedure sanitarie mirate e univoche, basate sul riconoscimento del paziente.

Nel caso di un bambino – o di un adulto – affetto da cardiopatia congenita, questa possibilità non è di poco conto. Permetterebbe, difatti, di ridurre i tempi di intervento, di dirottare il paziente verso l’ospedale che lo ha già avuto in cura e di limitare le possibili complicanze grazie alla piena conoscenza della situazione clinica del paziente. In particolare, Amyko permetterebbe di ottimizzare le fasi – ad oggi critiche – di identificazione del paziente, comunicazione con la centrale operativa e accettazione in ospedale, riducendo così il tempo che intercorre tra l’incidente e la somministrazione delle cure necessarie.

La tecnologia di Amyko apre quindi nuovi scenari per la creazione di uno standard di soccorso con tempi di intervento ridotti e di totale interazione tra le entità che partecipano all’intero processo. Agevolando il lavoro dei medici e degli operatori sanitari del pronto soccorso offrirebbe al tempo stesso sostegno a quelle famiglie la cui quotidianità è ombreggiata dallo spettro della malattia.

Per queste ragioni nasce la collaborazione tra Piccoli Cuori e Amyko. Il match con l’associazione rispetta difatti le due tensioni di cui Amyko si fa carico. La tensione interna, che ci spinge a ritenere che il processo che abbiamo sviluppato possa divenire uno standard a livello nazionale. E quella esterna che tenta di ridimensionare, ove possibile, gli ostacoli che la condizione patologica impone a queste famiglie.

E’ per questo che, insieme a Piccoli Cuori, stiamo dialogando con partner istituzionali disposti a migliorare assieme a noi gli standard di soccorso attuali. Sfruttando un’innovazione tecnologica che si dimostri valida in termini tanto operativi – tempi, costi e risorse impiegate – quanto di sostegno psicologico per quelle famiglie che vivono ogni giorno i disagi dettati dalla condizione patologica dei propri figli.



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